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September 16 sogno del gran scozzese - val daoneIL SOGNO DEL GRAN SCOZZESE 4 SALITA 1991
Strano nome Val Daone, fa subito venire in mente lo yogurt che, fresco e puro, ha soppiantato in noi giovani climber la pancetta del nonno, così come la quiete di questo posto sembra mettere sulla luna gli scempi ed il caos del turismo di massa. Sono appeso alla groppa del Gran Scozzese e, mentre mi riparo dalla grandine di ghiaccio che Bubu mi riversa addosso nel suo lento progredire, ripenso a questa valle ed alle soddisfazioni che mi sta dando. La cortesia del Placido ed il suo entusiasmo per i cascatisti; i suoi occhi che brillano nel vedere 3 ragazze venute da così lontano per arrampicare tutte insieme su queste cascate. Innumerevoli colate, grandi e piccole, facili e difficili, che lui conosce a menadito dal racconto di tutti noi che le saliamo. Ricordo i complimenti dei taglialegna che sospendendo il loro lavoro applaudono Bubu sul passaggio chiave della "Bocia". Seguo la fettuccia rossa, mia naturalmente, che Bubu si è fatto sfuggire di mano 45 metri più in alto. Con un unico balzo sbatte sulla cengia a metà… parete e scompare nel vuoto sottostante. Ricomparirà ancora, 200 metri più in basso, scivolando lentamente sul conoide di neve che porta all'attacco. Non fosse per queste viti di acciaio conficcate nel ghiaccio a cui sto appeso come un salame o per il lago beffardamente calmo, là sotto, che ti invita ad una nuotata, penserei di essere in Lavaredo, sulla Cassin, con tutte le sue soste volanti, immerso come sono in un vuoto difficilmente riscontrabile nelle salite su ghiaccio. Ho girato una settimana per questa valle, ma fin dal primo momento il pensiero si è rivolto a lui, a questo Gran Scozzese che, come un fantasma, usciva da ogni trafiletto scritto sulla Val Daone. Visto quasi di sfuggita il primo mattino e poi osservato, studiato, fotografato mi è rimasto ossessivamente impresso nella sua spettacolare linearità…. Non si può non restare incantati dinanzi ad una simile estetica. Diritto, elegante, sornione, come le sue storie raccontate con fervore dal Placido alla sera. La storia della prima salita con un filo di ghiaccio, avvenuta durante il "meeting", o la storia di chi è sceso alle 10 di sera con gli occhi sbarrati, di chi ha dimenticato il casco in discesa.........Aloni di leggenda per una cascata formidabile, come pensavo ce ne fossero solo in Canada o in Norvegia. Stiracchio le gambe ed inizio a togliere la sosta. Ora tocca a me. Fra 30 minuti e 40 metri avrà superato il tratto chiave del Gran Scozzese e la mia voglia di difficoltà…, di esposizione, di fatica e di freddo per questo inverno sarà… sicuramente diminuita. Seduto sul ciglione guardo dall'alto la valle inondata dal sole. 6 ore prima nel freddo del mattino ero là sotto, vicino a quel lago che mi chiama sempre ad una nuotata irrealizzabile. Rilassato ripenso a questo magnifico viaggio in punta di ramponi, attirato come un marinaio dal canto di questa sirena; pazzo d'amore per una linea di acqua gelata che mai avrei sperato di vedere. Diritto e verticale. 3 tiri di corda sospeso sull'effimero dell'acqua congelata. 120 metri di straordinaria intensità… fisica ed emotiva. Al tramonto, alla base, ritrovo la fettuccia rossa ed una luna piena che si specchia nel lago e che guiderà i nostri passi verso nuove avventure. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://espoclimb.spaces.live.com/blog/cns!7F7C9F40A17893C5!1962.trak Weblogs that reference this entry
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